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lunedì 30 marzo 2015

Vulvodinia e Terapia Neurale

La vulvodinia è un fastidio localizzato ai genitali esterni femminili, spesso descritto come bruciore, dolore o dispareunia, in assenza di lesioni clinicamente evidenziabili, della durata di almeno 3
mesi.

Pur essendo un disturbo diffuso, la vulvodinia può rimanere non diagnosticata e non curata per molto tempo, perchè è una patologia poco conosciuta, che può essere difficile da diagnosticare e che spesso viene solo interpretata come una problematica "psicosomatica" o addirittura “psicogena".

In realtà, pur non essendo ancora nota l'eziologia di questa patologia e, pur essendo in alcuni casi strettamente connessa a problematiche inerenti la "sfera psichica" riconducibili di solito a traumi in ambito sessuale, esistono nella patogenesi di tale disturbo importanti basi biologiche che ricadono nell'ambito delle competenze mediche.

Dagli studi più recenti in campo anatomopatologico, si è visto che nelle pazienti affette da vulvodinia, i tessuti vulvari e vestibolari presentano elevate concentrazioni di mastociti, cellule responsabili delle reazioni infiammatorie.

La liberazione da parte dei mastociti dei fattori dell'infiammazione, determina nel tempo un incremento delle terminazioni dolorifiche, causando così uno stato di iperalgesia, che comporta un abbassamento della soglia del dolore.

Pur essendo sconosciuto il preciso meccanismo patogenetico della vulvodinia, ci sono fattori che possono contribuire all'instaurarsi del quadro patologico, come:

1- lesioni/irritazioni delle strutture nervose del perineo
2- ricorrenti episodi di flogosi vaginale
3- squilibri ormonali
4- ipercontrattilità vulvo-perineale

Il sintomo principale della vulvodinia è il dolore nella zona genitale, che può essere percepito come: bruciore, irritazione, dolore puntorio, secchezza, dispareunia (dolore durante i rapporti
sessuali), dolore pulsante.

La terapia neurale rappresenta uno dei pochi rimedi terapeutici per questo disturbo e consente alle donne che ne sono affette di tornare in uno stato di benessere e di avere una vita relazionale normale.
Iniettando infatti con aghi molto sottili la procaina in precisi "punti trigger", si riesce ad interrompere il circolo vizioso di mantenimento della malattia:
INFIAMMAZIONE che porta alla comparsa della SINTOMATOLOGIA DOLOROSA e
che sfocia poi in un quadro di IPERTONO MUSCOLARE PELVICO/PERINEALE.
La procaina è infatti in grado di ridurre lo stato infiammatorio delle cellule "malate", con beneficio evidente già dopo il primo trattamento.

Dott.ssa Roberta Corradi

Cefalee e Terapia Neurale

Per cefalea, si intende il dolore provato in una qualsiasi parte della testa.

Il tessuto cerebrale di per sé non è sensibile al dolore, perciò il dolore percepito, dipende dall'irritazione delle strutture che si trovano intorno all'encefalo (periostio del cranio, strutture muscolari, strutture nervose, vasi sanguigni, tessuto sottocutaneo, occhi, orecchie, seni paranasali, mucose).

Le cefalee vengono classificate in:

Cefalee primarie: che hanno eziologia e meccanismo patogenetico non noti.

Cefalea tensiva
Cefalea a grappolo
Emicrania
Nevralgie del trigemino

Cefalee secondarie: causate da patologie in altre parti della testa e del collo.

Per le forme di cefalea primaria, la terapia neurale è un rimedio molto efficace che permette in poco tempo di fare scomparire i sintomi che spesso sono molto invalidanti e che possono inficiare la qualità di vita del soggetto che ne è affetto.

Molti miei pazienti, già dopo le prime due sedute hanno notato un drastico miglioramento del corteo sintomatologico che va a scomparire completamente dopo circa 4/5sedute, lasciando al paziente molti mesi di benessere tra un attacco e il successivo.

Per il trattamento, si eseguono infiltrazioni di procaina in particolari punti "trigger" e/o lungo il decorso delle strutture nervose interessate dal processo morboso.
Il paziente avrà giovamento a partire dalla prima seduta.

Dott.ssa Roberta Corradi

venerdì 22 agosto 2014

Epicondilite (Gomito del Tennista) e Terapia Neurale

L'epicondilite è un'infiammazione di uno dei tendini che hanno inserzione ossea sull'epicondilo omerale.
I tendini che si inseriscono in questa sede sono molti, ma solo uno di questi va incontro a questo fenomeno infiammatorio degenerativo.
Il tendine coinvolto appartiene al muscolo estensore radiale breve del carpo.

Tradizionalmente questa patologia si definisce anche gomito del tennista, intendendo sicuramente più la sollecitazione continua che il tennis impone su questo muscolo che la particolare frequenza di questa malattia nei tennisti.
Nella pratica clinica infatti è molto più frequente ritrovare fenomeni di epicondilite in chi svolge occupazioni che coinvolgono il distretto superiore del corpo. Bisogna sottolineare che il muscolo interessato dal processo infiammatorio viene sollecitato per qualsiasi movimento del polso e della mano, anche il più semplice e ripetitivo, come scrivere, digitare su una tastiera, girare una chiave...

Le cause dell'epicondilite possono quindi essere o i microtraumatismi che conseguono a movimenti ripetitivi o i traumi diretti con successiva infiammazione dell'inserzione tendinea di questi muscoli al gomito.

Il dolore e' localizzato dove queste fibre si attaccano all'osso, sul lato esterno del gomito o lungo i ventri muscolari dell'avambraccio. È un dolore ad insorgenza subdola, che si manifesta di solito durante l'uso combinato di mano, polso e gomito. Con il passare del tempo la sintomatologia diventa più intensa per entità e durata, con maggiore impaccio funzionale e riduzione progressiva dell'attività lavorativa, fino ad una vera e propria impotenza funzionale antalgica.

La terapia neurale è un trattamento che, andando a ridurre localmente il processo infiammatorio, fornisce dei risultati sorprendenti già dalla prima seduta, consentendo al paziente di trovare sollievo al dolore continuo ed invalidante dell'epicondilite.

In pratica,come funziona la terapia neurale?
Si inietta con aghi molto sottili  in alcuni punti "trigger"situati a livello del gomito e dell'avambraccio, piccole quantità di procaina, che, andando a stabilizzare la membrana cellulare delle cellule coinvolte nel processo patologico, riducono il processo infiammatorio con conseguente riduzione del dolore e recupero funzionale dell'articolazione.

Mi è capitato di trattare pazienti, giocatori professionisti di pallacanestro, affetti da un'epicondilite anche bilaterale, e quindi costretti dal dolore ad interrompere l'attività sportiva agonistica.
Questi pazienti già dopo il primo trattamento hanno ricominciato a dormire alla notte e dopo tre o quattro sedute hanno ripreso a svolgere attività sportiva normale.

La terapia neurale, nel trattamento di questa patologia, fornisce realmente dei risultati sorprendenti, consentendo al paziente di recuperare in tempi molto rapidi una normale qualità di vita.

Periartrite Scapolo Omerale e Terapia Neurale

La periartrite scapolo omerale è un processo infiammatorio degenerativo che colpisce i tendini ed i muscoli della spalla.
Le strutture muscolari che solitamente sono interessate sono quelle della cuffia dei rotatori, costituita dai muscoli sottospinoso, sovraspinoso, piccolo rotondo ed il muscolo sottoscapolare, ed è così denominata perché avvolge come una "cuffia"la testa dell'omero, stabilizzando l'articolazione.

Questa patologia puo' presentarsi in forma acuta o cronica.
La forma acuta,si distingue per la comparsa di un dolore articolare molto violento che peggiora nell'arco di poche ore,impedendo i movimenti dell'articolazione colpita.
La forma cronica invece si sviluppa gradualmente ed interessa principalmente la capsula articolare.

I principali sintomi con cui si presenta la periartrite sono:
- Comparsa di dolore alla spalla sia a riposo che durante il movimento attivo e passivo dell'arto.
- Rigidità articolare che all'inizio è dovuta ad una contrattura antalgica, ma in seguito si sviluppano dei fenomeni aderenziali che in associazione alla contrattura muscolare determinano una diminuzione del range articolare.
- Algodistrofia (o blocco della spalla).
È un sintomo molto doloroso che impedisce quasi tutti i movimenti della spalla. A provocarlo è una retrazione ed ispessimento della capsula articolare della spalla (capsulite adesiva).

Le cause della periartrite scapolo omerale sono:
- traumi o microtraumi ripetuti nel tempo.
- alterazioni posturali.
- alterazioni capsulo-legamentose.
- fenomeni artrosici.

La terapia neurale riesce a ridurre e spesso a fare regredire totalmente la sintomatologia dolorosa.
Le infiltrazioni di procaina che vengono fatte a livello dell'articolazione scapolo omerale e lungo il decorso del capo lungo del bicipite riducono l'infiammazione dei tessuti, con conseguente riduzione della contrattura muscolare antalgica e quindi ripristino della normale motilità articolare.
Tutto questo si verifica in poche sedute, con un immediato miglioramento della sintomatologia dolorosa e quindi della qualità di vita del paziente.
La periartrite scapolo omerale e' infatti una patologia debilitante, perché il dolore e la limitazione funzionale dell'articolazione condizionano molte delle normali attività del quotidiano.

Mal di Schiena, Dolore Vertebrale

Il "mal di schiena" o dolore vertebrale, può essere causato da alterazioni a carico di diverse strutture, come ad esempio un’irritazione delle articolazioni vertebrali, un sovraccarico di lavoro sui tendini o semplicemente  una contrattura muscolare.

La terapia neurale è molto efficace nel risolvere rapidamente il dolore vertebrale, agendo sulla ripolarizzazione delle membrane cellulari coinvolte nell’infiammazione.

Come funziona?

La terapia neurale è una tecnica di medicina complementare, che si basa sull’infiltrazione di piccole quantità di procaina in determinati punti del corpo, detti "punti trigger". La procaina è l’unico anestetico locale che non viene metabolizzato a livello epatico e risulta praticamente esente da effetti collaterali. Iniettata nei punti trigger, la procaina agisce sulle cellule infiammate le quali presentano una membrana depolarizzata, ovvero con un potenziale elettrico alterato, risolvendo lo stato infiammatorio attraverso una ripolarizzazione delle stesse. Segue una consistente diminuzione della sintomatologia dolorosa, con benefici apprezzabili sin dalla prima seduta.

Il numero complessivo di sedute per giungere alla remissione completa dei sintomi è variabile in base al tipo di patologia ed è possibile valutarlo solo in seguito ad una prima visita, volta a chiarire le origini dello stato infiammatorio della colonna vertebrale e/o delle
strutture muscolo-tendinee e legamentose adiacenti.

La terapia neurale può essere svolta solamente da personale medico qualificato, non è dolorosa e non presenta effetti collaterali.